Soldati Usa in Venezuela e arma segreta: il racconto che divide i social
Una presunta incursione americana a Caracas, con armi segrete e zero perdite, infiamma i social e parte dei media statunitensi. Il racconto, attribuito a una fonte anonima, mescola dettagli militari, tecnologia futuristica e numeri drammatici.
Secondo una narrazione diventata virale negli Stati Uniti, un reparto della Delta Force avrebbe condotto un’operazione notturna a Caracas per catturare Nicolas Maduro, aggirando senza difficoltà i sistemi di difesa venezuelani. L’azione, datata tra il 2 e il 3 gennaio, si sarebbe conclusa senza perdite tra i militari americani.
La storia viene attribuita a un presunto membro della sicurezza del presidente venezuelano. Le sue parole, rilanciate da profili social vicini all’area trumpiana e da esponenti dell’attuale comunicazione politica americana, hanno trovato spazio anche su importanti piattaforme mediatiche.
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Nel racconto, i radar venezuelani si sarebbero improvvisamente spenti. Subito dopo, una flotta di droni avrebbe sorvolato le postazioni, seguita da un numero limitato di elicotteri. Dai velivoli sarebbero scesi meno di trenta soldati, descritti come dotati di equipaggiamento e capacità mai visti prima.
L’anonima fonte parla di uno scontro rapidissimo e sbilanciato. Nonostante l’evidente inferiorità numerica degli incursori, le truppe locali non avrebbero avuto possibilità di reazione, colpite da una precisione di tiro definita “impressionante” e da una velocità d’azione fuori scala.
Il racconto prende una piega ancora più estrema quando viene descritta l’arma utilizzata: una sorta di onda sonora capace di provocare forti dolori, sanguinamenti e paralisi temporanea. I soldati venezuelani sarebbero crollati a terra, incapaci di muoversi, mentre il commando completava l’operazione senza riportare feriti.
Secondo la stessa versione, nello scontro sarebbero morti 32 cubani della scorta presidenziale e il bilancio complessivo delle vittime avrebbe superato quota cento. Nessun dato ufficiale, però, conferma questi numeri.
Interpellate da media americani, fonti legate all’intelligence hanno ricordato che gli Stati Uniti dispongono da anni di sistemi classificati come armi ad energia diretta, in grado di causare alcuni dei sintomi descritti, come dolore intenso, incapacità motoria e sanguinamenti.
Le stesse fonti precisano però che tali tecnologie non sono una novità assoluta e che non esistono conferme indipendenti sull’utilizzo di dispositivi simili in un’operazione reale a Caracas, lasciando il racconto sospeso tra testimonianza, propaganda e suggestione mediatica.