Influenza 2026, sintomi che durano fino a 20 giorni tra tosse e stanchezza
Tosse che non passa, voce roca e spossatezza prolungata: l’influenza di quest’anno lascia strascichi più lunghi del previsto, con sintomi che in molti casi resistono anche oltre le tre settimane.
L’ondata influenzale di inizio 2026 continua a colpire migliaia di persone e, anche dopo la fase acuta, lascia segni evidenti. Molti pazienti riferiscono disturbi che si protraggono ben oltre la guarigione apparente.
Secondo Giorgio Sesti, docente di Medicina interna all’Università Sapienza di Roma, si tratta di una situazione frequente legata alla presenza di un virus influenzale particolarmente aggressivo, capace di resistere più a lungo nell’organismo.
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La mancanza di terapie antivirali mirate rende necessario limitarsi ai farmaci sintomatici, mentre il sistema immunitario impiega più tempo per eliminare del tutto l’infezione.
I sintomi più comuni restano tosse, raucedine e rinite. A differenza delle influenze tradizionali, però, questi disturbi non si esauriscono in pochi giorni ma possono accompagnare il paziente anche per tre settimane.
La durata prolungata è direttamente collegata all’aggressività del virus, che provoca una fase di recupero molto più lenta rispetto alle sindromi influenzali abituali.
Per controllare i postumi si ricorre ai farmaci consigliati dal medico, con particolare attenzione alle persone fragili, più esposte al rischio di sovrainfezioni batteriche e complicanze come le polmoniti.
Questa situazione contribuisce anche al sovraffollamento dei pronto soccorso e dei reparti ospedalieri, impegnati nella gestione di numerosi casi con sintomi persistenti.
La prevenzione resta centrale: evitare freddo e vento, curare l’igiene delle mani, arieggiare gli ambienti e ridurre la permanenza in luoghi chiusi e affollati aiuta a limitare la diffusione del contagio.
La stanchezza post-influenzale è legata allo sforzo continuo dell’organismo, impegnato a contrastare i disturbi respiratori e a sostenere un maggiore lavoro muscolare.
Il recupero passa attraverso riposo e ripresa graduale delle attività, un’alimentazione equilibrata e il ritorno progressivo al movimento quando le condizioni climatiche lo permettono.
Gli integratori non sono considerati necessari in presenza di una dieta completa e varia, capace di coprire il fabbisogno nutrizionale senza difficoltà.
Meglio evitare cibi pesanti e preferire alimenti freschi come frutta, agrumi ricchi di vitamina C e verdure, che favoriscono il recupero delle energie senza appesantire l’organismo.