Ergastolo confermato per l'ex medico della Virtus Giampaolo Amato
Nell’appello di Bologna la Corte ha confermato la pena all’ergastolo per Giampaolo Amato, l’ex medico della Virtus accusato di aver ucciso la moglie e la suocera nel 2021 con un mix di farmaci.
La Corte d’Assise di Appello di Bologna ha ribadito la condanna all’ergastolo per Giampaolo Amato, l’ex medico della Virtus Bologna, ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie e della suocera nel 2021, accogliendo la richiesta della Procura generale e confermando il verdetto di primo grado.
Secondo l’impianto accusatorio, le due donne — Isabella Linsalata, ginecologa di 62 anni, e Giulia Tateo, 87 anni — morirono a distanza di 22 giorni l’una dall’altra nell’autunno di quattro anni fa, dopo aver ricevuto un mix letale di farmaci che, per i giudici, sarebbero stati somministrati dall’imputato.
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La Corte ha dunque respinto il ricorso della difesa e confermato la solidità della ricostruzione probatoria già sancita in primo grado, rendendo definitiva la pena di carcere a vita per Amato.
Nel corso dell’udienza di appello l’imputato, in carcere dal 2023, ha ribadito la propria innocenza, definendo le accuse una “tragedia” e sostenendo di non aver alcuna responsabilità nelle morti delle due donne.
La famiglia della difesa continua a sostenere l’innocenza di Amato, mentre la parte civile ha accolto con soddisfazione la conferma della condanna; resta possibile un ulteriore ricorso in Cassazione.