Meloni alla Camera, la battuta sulla domanda infinita: Rischiamo il linciaggio
Una domanda interminabile sul lavoro accende un momento ironico nella conferenza di Giorgia Meloni alla Camera, tra richiami all’ordine, brusii in sala e una replica altrettanto articolata della premier.
La conferenza stampa del 9 gennaio 2026 alla Camera dei deputati si è trasformata in un siparietto inatteso quando una domanda sul lavoro e sulla produttività ha iniziato ad allungarsi oltre ogni previsione.
Il quesito, ricco di riferimenti a dati, confronti internazionali e parametri economici, ha messo alla prova la pazienza della platea. Dai banchi si sono levati mormorii e segnali di insofferenza, mentre l’intervento continuava senza accorciarsi.
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A intervenire è stato il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, che ha invitato il collega a stringere i tempi, ricordando con tono ironico il rischio di una “retrocessione” nelle future conferenze stampa della premier.
Quando la parola è finalmente passata a Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio ha rotto la tensione con una battuta: “Io e lei rischiamo di farci linciare”, sottolineando come anche la risposta, a quel punto, non potesse che essere altrettanto lunga.
La replica della premier ha cercato di tenere insieme sintesi e completezza, con l’obiettivo di rispondere in modo ordinato ai diversi punti sollevati nella domanda.
Al termine dell’intervento, Meloni ha osservato di aver provato a essere il più possibile concisa, nonostante la complessità del tema.
Tra quesito e risposta, il tempo complessivo ha sfiorato i nove minuti, trasformando uno scambio istituzionale in uno dei momenti più commentati dell’incontro con la stampa.