Venezuela, liberati Luigi Gasperin e Biagio Pilieri: attesa per Alberto Trentini
Due italiani sono tornati liberi dopo mesi di detenzione in Venezuela. Restano però interrogativi sui tempi e sulle modalità dei prossimi rilasci, mentre prosegue l’azione diplomatica italiana per gli altri connazionali ancora in carcere.
Il Venezuela ha avviato il rilascio di un gruppo di detenuti politici, tra cui due cittadini italiani. Sono tornati in libertà l’imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista italo-venezuelano Biagio Pilieri, dopo mesi di reclusione in strutture carcerarie di Caracas.
Gasperin, 77 anni, era stato fermato il 7 agosto 2025 a Maturín, nello Stato di Monagas. Da allora era detenuto in un centro della zona di Prados del Este, nella capitale. La sua scarcerazione rientra nel pacchetto di liberazioni annunciate dalle autorità venezuelane nelle ultime ore.
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Per Pilieri, rinchiuso da oltre un anno nel carcere di El Helicoide, la conferma è arrivata dal sindacato dei giornalisti locali, che ha diffuso le immagini della sua uscita dal penitenziario. Il video ha fatto rapidamente il giro dei social e dei canali dell’informazione internazionale.
Resta invece in sospeso la posizione di Alberto Trentini, cooperante detenuto da più di dodici mesi. Le autorità italiane continuano a lavorare per ottenere anche la sua liberazione, considerata una priorità nelle interlocuzioni diplomatiche in corso.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in contatto costante con l’ambasciata italiana a Caracas, la rete consolare e rappresentanti della Chiesa e della società civile. L’obiettivo è verificare le notizie sui rilasci e accelerare una soluzione per tutti i connazionali ancora detenuti.
Secondo la Farnesina, l’Italia sta esercitando pressioni mirate per ciascun caso, mantenendo una linea di discrezione e continuità operativa. Tajani interverrà in Parlamento martedì 13 gennaio per riferire sulla crisi venezuelana e sugli sviluppi collegati al dossier dei detenuti.
Nei giorni scorsi, il ministro aveva discusso della situazione anche con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, riscontrando un atteggiamento favorevole alla collaborazione internazionale per la liberazione dei prigionieri politici ancora in carcere.
Dal Venezuela, il presidente del Parlamento non ha indicato il numero complessivo delle persone coinvolte nelle scarcerazioni, definendo la scelta come un gesto unilaterale volto a favorire la pace e la convivenza interna. Secondo fonti internazionali, si tratta del primo segnale pubblico di apertura verso l’opposizione dopo il recente cambio di scenario politico nel Paese.