Ddl stupro: proposta di consenso riconoscibile per legge su violenza sessuale

Il Senato riprende la discussione sul ddl che aggiorna il reato di violenza sessuale, con la relatrice Bongiorno che propone di vincolare la norma alla riconoscibilità del consenso, rimodellando così il testo prima dell’esame in aula fissato per il 10 febbraio.

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La relatrice del disegno di legge sulla violenza sessuale al Senato, Giulia Bongiorno, ha annunciato che presenterà una nuova formulazione che introduce il concetto di consenso riconoscibile, per chiarire quando un atto sessuale può essere considerato consensuale e quando configura reato.

Il testo, fermato in commissione giustizia dopo il via libera unanime alla Camera, sarà discusso in aula il 10 febbraio con l’obiettivo di superare le riluttanze emerse nel centrodestra.

Secondo Bongiorno, il consenso non deve soltanto esistere ma risultare esplicitamente percepibile da chi partecipa all’atto, tenendo conto del contesto in cui si svolge. In assenza di tale elemento riconoscibile, si configurerebbe il reato.

La relatrice ha reso noto che questa modifica potrebbe essere accompagnata da un diverso inquadramento delle fattispecie di violenza, con pene più severe per atti compiuti con costrizione o minacce e una definizione più netta dei casi meno gravi.

Il Partito Democratico ha ribadito la volontà di preservare il testo approvato alla Camera, frutto di un accordo bipartisan, pur restando aperto a valutare le proposte emendative purché non ne intacchino il nucleo essenziale.

Forza Italia ha espresso fiducia nel lavoro della relatrice, sottolineando come nelle audizioni in commissione non siano emersi pareri unanimi sul testo precedente e che alcuni esperti hanno suggerito approfondimenti.

Critiche alla proposta sono arrivate anche da organizzazioni impegnate nella tutela delle vittime di violenza di genere, che temono che la nozione di “riconoscibilità” possa creare difficoltà di interpretazione in situazioni complesse.