Rebecca Ruscitti denuncia: Non serve solo indignarsi, voglio prevenire altre tragedie

Rebecca Ruscitti di Fano invita a passare dalla protesta alla prevenzione, sottolineando l'importanza di azioni concrete per evitare future tragedie. Nel suo messaggio, con chiarezza e fermezza, sottolinea il valore dell’impegno civico.

rebecca ruscitti

Rebecca Ruscitti, originaria di Fano, ha diffuso un messaggio video nei giorni successivi alla recente tragedia di Crans Montana, che in poche ore ha raccolto migliaia di visualizzazioni e numerose reazioni sui social. La giovane parla con fermezza e lucidità, spiegando il motivo del suo impegno civico e sociale.

Nel 2018, a quindici anni, Rebecca si trovava all’interno della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo durante la notte in cui lo spruzzo di uno spray al peperoncino generò il caos tra i presenti. Quella calca fatale la travolse, ma le strappò anche l’amica Benedetta Vitali, uccisa nella calca. Da allora Rebecca ha accompagnato la sua sofferenza con un impegno pubblico continuo.

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La sua testimonianza non è solo ricordo: la giovane gira scuole, partecipando a incontri pubblici e dibattiti, per raccontare cosa significa trovarsi in una situazione di pericolo e per ribadire l’importanza di misure preventive. Rebecca non intende limitarsi a evocare la memoria di Corinaldo, ma vuole trasformarla in strumenti concreti per evitare il ripetersi di tragedie simili.

Nel suo sfogo recente, la fanese sottolinea che indignarsi per un fatto di cronaca non basta: a suo avviso, è urgente guardare alle falle del sistema che permettono ancora condizioni di rischio nei luoghi di aggregazione giovanile, sia dentro che fuori i locali. Rebecca critica l’approccio che tende ad attribuire le cause a fattori esterni come la musica o gli strumenti tecnologici, anziché affrontare la prevenzione in modo concreto.

Il video richiama anche il ruolo dell’associazione Co.ge.u., realtà nata dopo Corinaldo, di cui Rebecca fa parte e che ha promosso proposte legislative, tra cui l’istituzione di una giornata nazionale dedicata al diritto al divertimento in sicurezza, finora respinta per motivazioni considerate inaccettabili dalla giovane.

Il messaggio di Rebecca è stato raccolto anche da esponenti politici, come Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che chiede il finanziamento della legge regionale sulla sicurezza nei luoghi di svago giovanile, approvata ma ancora senza risorse. L’obiettivo è che la memoria di Corinaldo e di altre tragedie non resti un puro sentimento di dolore ma diventi motore di cambiamenti reali.