Ucraina, forza europea di sicurezza: Francia e Regno Unito pronti, Germania valuta, Italia contraria

Al vertice della Coalizione dei Volenterosi a Parigi si discutono proposte per una forza multinazionale di sicurezza in Ucraina. Mentre Francia e Regno Unito sono pronti, Germania valuta e l’Italia si oppone.

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Dal vertice della Coalizione dei Volenterosi riunita a Parigi emerge un progetto strutturato per il futuro dell’Ucraina nel periodo successivo alla guerra. I Paesi europei coinvolti lavorano alla creazione di una forza multinazionale destinata a fornire garanzie di sicurezza richieste da Kiev, con l’obiettivo di prevenire nuove aggressioni russe dopo una cessazione credibile delle ostilità.

Il documento condiviso fa riferimento a una Forza Multinazionale per l’Ucraina, composta dai contributi dei Paesi disponibili ad aderire all’iniziativa. Il mandato prevede il sostegno alla ricostruzione delle forze armate ucraine e il rafforzamento della deterrenza, attraverso una pianificazione militare che include misure di rassicurazione in ambito aereo, marittimo e terrestre.

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Le attività sarebbero attivate esclusivamente su richiesta delle autorità ucraine e solo dopo la fine dei combattimenti. La guida del dispositivo sarebbe europea, con la partecipazione anche di partner non europei della Coalizione e con un supporto esterno proposto dagli Stati Uniti.

Tra i Paesi più determinati a contribuire figurano Francia e Regno Unito. Parigi ha indicato la disponibilità a schierare alcune migliaia di militari in Ucraina in una fase postbellica, precisando che si tratterebbe di forze non destinate al combattimento, ma impiegate con una funzione di stabilizzazione e rassicurazione.

Londra ha confermato un orientamento analogo. Dopo un eventuale cessate il fuoco, Regno Unito e Francia intendono creare hub militari sul territorio ucraino per sostenere le esigenze di difesa di Kiev. I tre Paesi hanno inoltre sottoscritto una dichiarazione d’intenti che disciplina il possibile dispiegamento delle forze una volta raggiunto un accordo di pace.

L’intesa definisce anche il quadro giuridico entro cui le truppe britanniche, francesi e degli altri partner potrebbero operare, estendendo la tutela non solo al territorio, ma anche allo spazio aereo e alle acque territoriali dell’Ucraina.

Nel dibattito si inserisce anche la Germania. Berlino non ha escluso un futuro contributo diretto, sottolineando che ogni Paese della Coalizione deve poter decidere autonomamente la natura del proprio impegno. L’eventuale invio di militari tedeschi dipenderebbe da una decisione formale del governo federale e dal voto del Bundestag, qualora si creassero le condizioni politiche e di sicurezza necessarie.

Resta invece ferma la posizione dell’Italia. Dopo il vertice, Palazzo Chigi ha ribadito il sostegno alla sicurezza dell’Ucraina, confermando però l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno come principio non negoziabile della linea del governo.