Pensioni gennaio 2026: date di pagamento e aumenti previsti
Ecco le date di pagamento delle #pensioni di gennaio 2026, con differenze tra Poste e banca. Le pensioni saranno accreditate da Poste a partire dal 3 gennaio e tramite bonifico bancario dal 5 gennaio.
L’accredito delle pensioni di gennaio 2026 avverrà con tempistiche differenziate in base al canale di riscossione. Chi riceve l’importo tramite Poste potrà contare sul pagamento a partire dal 3 gennaio, mentre per l’accredito bancario la disponibilità scatterà dal 5 gennaio, primo giorno utile successivo alle festività.
Il calendario segue la regola ordinaria che prevede l’erogazione dei trattamenti pensionistici nel primo giorno bancabile del mese, con slittamento automatico in presenza di giornate festive o non operative. Questo meccanismo resta valido per tutte le prestazioni previdenziali e assistenziali.
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Nel frattempo sono stati definiti i parametri economici che regolano la perequazione delle pensioni per il biennio 2025-2026. Il decreto emanato a novembre 2025 ha fissato i criteri di adeguamento al costo della vita, consentendo il completamento delle operazioni di rinnovo degli assegni per il nuovo anno.
Per il 2025 resta confermata la variazione dello 0,8%, già applicata in via provvisoria dal 1° gennaio dello stesso anno. Poiché il valore definitivo coincide con quello anticipato, non sono previsti conguagli nel corso dell’anno. Rimane invariato anche l’importo del trattamento minimo, pari a 603,40 euro mensili per lavoratori dipendenti e autonomi.
Dal 1° gennaio 2026 entra invece in vigore un adeguamento provvisorio più consistente, fissato all’1,4%, pensato per compensare l’inflazione maturata nel 2025. L’eventuale conguaglio sarà effettuato nell’anno successivo, una volta consolidati i dati definitivi.
La rivalutazione sarà applicata integralmente agli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre per gli importi superiori scatterà una percentuale ridotta. Con questo aggiornamento, le pensioni minime raggiungono la nuova soglia di 611,85 euro al mese, corrispondenti a circa 7.954 euro su base annua.
Il valore aggiornato del trattamento minimo rappresenta anche il riferimento per la determinazione dei limiti reddituali utili al riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito previste per il 2026.