Timothée Chalamet, 30 anni tra cinema d'autore, stile e passione romanista

Timothée Chalamet, 30 anni, tra cinema, stile e passione romanista, celebra il compleanno tra impegni internazionali e promozioni. In viaggio tra capitali e set, si prepara al debutto di Marty Supreme, il suo nuovo film diretto da Josh Safdie.

Timothée Chalamet
Timothée Chalamet, 30 anni tra cinema d'autore, stile e passione romanista

Trent’anni appena compiuti e un’immagine pubblica che continua a espandersi oltre lo schermo. Timothée Chalamet festeggia il compleanno mentre attraversa capitali e set cinematografici, impegnato nella promozione di Marty Supreme, il nuovo film diretto da Josh Safdie in cui presta volto e corpo al leggendario campione di ping pong Marty Reisman. Un percorso promozionale che non segue schemi tradizionali, ma si trasforma in parte integrante del racconto, fondendo personaggio, attore e comunicazione.

Nelle scorse settimane la casa di produzione A24 ha diffuso un video ironico che simula una riunione online tra Chalamet e il suo team creativo. Tra le proposte volutamente eccessive, l’idea di colorare di arancione monumenti iconici come la Statua della Libertà o la Tour Eiffel. Lo stesso arancione che caratterizza il film, richiamato da una giacca diventata rapidamente un oggetto cult tra celebrity e fan. Una strategia che riflette una visione precisa: il cinema non è più soltanto un prodotto da lanciare, ma un’esperienza da condividere.

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Lo stesso approccio era già emerso con A Complete Unknown, il biopic dedicato a Bob Dylan, dove Chalamet non si è limitato a interpretare il musicista sullo schermo. Alla première londinese si è presentato in bicicletta, mentre durante il tour stampa ha scelto outfit ispirati all’estetica dylaniana, prolungando il film nella vita reale. A trent’anni l’attore sembra aver superato la fase della promessa, assumendo il controllo del proprio immaginario e del modo in cui arriva al pubblico.

Nato a New York nel 1995, da madre americana e padre francese, Chalamet muove i primi passi tra teatro e televisione prima di imporsi definitivamente con Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino nel 2017. Il ruolo di Elio gli vale una nomination all’Oscar come miglior attore protagonista e segna l’inizio di un legame artistico che prosegue con Bones and All, dove torna a lavorare con il regista italiano in una storia dai toni più oscuri e romantici.

Negli anni successivi alterna produzioni indipendenti e grandi kolossal, collaborando con registi come Greta Gerwig, Wes Anderson e Denis Villeneuve. Da Lady Bird a Piccole donne, da The French Dispatch alla saga di Dune, fino al musical Wonka, costruisce una filmografia trasversale che lo rende uno dei volti più riconoscibili della sua generazione. Una versatilità che gli consente di attraversare epoche e generi mantenendo una forte identità scenica.

Agli inizi della carriera non sono mancati dubbi e critiche sul suo fisico, giudicato inadatto ai canoni classici di Hollywood. Commenti che non lo hanno mai portato a snaturarsi. In una recente intervista ha rivendicato apertamente il proprio percorso, definendo una delle sue ultime interpretazioni come la migliore della carriera e sottolineando la disciplina e l’impegno costante dietro ogni ruolo. Un’autoconsapevolezza che per alcuni può apparire spigolosa, ma che accompagna una dedizione riconosciuta anche dall’industria.

Fuori dal set, Chalamet coltiva una passione dichiarata per il calcio. È un tifoso convinto della Roma e non ha mai nascosto l’ammirazione per Francesco Totti, arrivando a immaginare un futuro biopic in cui interpretare l’ex capitano giallorosso. Un legame con l’Italia che va oltre il cinema e che riaffiora spesso durante le sue apparizioni pubbliche nel Paese.

La sua vita privata resta invece protetta da una certa riservatezza. Dopo la relazione con l’attrice Lily-Rose Depp, conosciuta sul set de Il Re, l’attore è legato all’imprenditrice e celebrità Kylie Jenner. Le apparizioni insieme sono rare ma sempre osservate, come accaduto sul red carpet dei David di Donatello 2025 o alla première di Marty Supreme a Los Angeles, dove hanno scelto outfit coordinati, ancora una volta nei toni dell’arancione.

Con un’agenda fitta di impegni e l’attenzione già rivolta alla stagione dei premi, Chalamet si prepara a sfilare sul tappeto rosso dei Golden Globe l’11 gennaio, dove è candidato come miglior attore protagonista. Il 22 gennaio arriveranno anche le nomination agli Oscar, appuntamento che potrebbe segnare un nuovo passaggio nella sua carriera, ormai saldamente al centro del cinema contemporaneo.

The Moment Timothée Chalamet Shocked Everyone at the Event

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