Tom Stoppard, l'ultimo maestro della parola che ha trasformato il teatro moderno
È scomparso a 88 anni nella sua casa nel Dorset Tom Stoppard, drammaturgo, sceneggiatore e scrittore britannico tra i più influenti del Novecento, premio Oscar e Golden Globe per la sceneggiatura di “Shakespeare in Love” (1988). Considerato un genio della scena contemporanea, ha ridefinito il linguaggio teatrale unendo brillantezza verbale, profondità filosofica e humour raffinato.
Autore di opere diventate classici del teatro moderno, Stoppard ha firmato testi come “Rosencrantz e Guildenstern sono morti”, “I mostri sacri”, “The Real Thing”, “The Coast of Utopia” e “Leopoldstadt”. La sua produzione, premiata con riconoscimenti come Tony Award e Laurence Olivier Award, ha trasformato la parola in strumento di gioco, riflessione e umanità.
Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico dal 1978 e Cavaliere dal 1997, poteva fregiarsi del titolo di Sir per il contributo fondamentale alla cultura britannica, riconosciuto anche dalla regina Elisabetta II.
“Ricorderemo Tom per le sue opere, per la loro brillantezza e umanità, per il suo spirito arguto e irriverente, per la generosità d'animo e per il suo profondo amore per la lingua inglese”, ha scritto la famiglia in una nota diffusa da United Agents.
Nato a Zlín, in Cecoslovacchia, il 3 luglio 1937 con il nome di Tomáš Straussler, Stoppard visse un’infanzia segnata dalla fuga dall’invasione nazista. La famiglia, ebrea non praticante, trovò rifugio prima a Singapore e poi in India, dove suo padre, il medico Eugen Straussler, morì durante l’esodo. La madre, Martha Beckova, si risposò con il maggiore britannico Kenneth Stoppard, da cui Tom prese il cognome. Nel 1946 si trasferirono definitivamente nel Regno Unito, dove il giovane Tom completò gli studi e iniziò la carriera giornalistica come cronista e critico teatrale.
Il successo arrivò nel 1967 con “Rosencrantz e Guildenstern sono morti”, presentato al National Theatre e poi divenuto film nel 1990, diretto dallo stesso Stoppard e premiato con il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. La sua tragicommedia, sospesa tra assurdo ed esistenzialismo, ha segnato un punto di svolta nel teatro contemporaneo.
Negli anni successivi consolidò la propria reputazione con lavori come “I mostri sacri” (1974), “15 Minute-Hamlet” (1976), “The Real Thing” (1982) e “Traversata burrascosa” (1984). La sua scrittura, fatta di ingegno, giochi linguistici e riflessioni filosofiche, ha dato vita a drammi sofisticati e surreali, sempre attraversati da un profondo cuore umano. In “Dogg's Hamlet, Cahoot's Macbeth” il linguaggio diventa materia narrativa, mentre “Arcadia” (1993) intreccia matematica e letteratura in una delle sue opere più apprezzate.
Parallelamente al teatro, Stoppard si affermò nel cinema lavorando con Terry Gilliam in “Brazil”, con Steven Spielberg in “L’Impero del Sole” e “Indiana Jones e l’ultima crociata”, fino al successo mondiale con “Shakespeare in Love”. La sua capacità di creare dialoghi sofisticati, personaggi complessi e narrazioni stratificate ha contribuito a rendere ogni sua sceneggiatura un riferimento per il cinema d’autore.
Negli anni Duemila ha continuato a scrivere opere acclamate come “The Coast of Utopia” (2002), premiata con il suo quarto Tony Award, “Rock ’n’ Roll” (2006) e “Leopoldstadt” (2020), dedicata alla memoria della sua famiglia ebraica.
Stoppard è stato anche un convinto sostenitore dei diritti umani. Negli anni Settanta visitò Cecoslovacchia e Unione Sovietica come membro di Amnesty International, incontrando dissidenti come Václav Havel e Vladimir Bukovsky. Scrisse articoli per riviste internazionali denunciando abusi politici e culturali dei regimi comunisti, portando nelle sue opere un forte senso di libertà e responsabilità morale.
Nella vita privata si sposò tre volte: con Jose Ingle (1965-72), con Miriam Moore-Robinson (1972-92) e dal 2014 con Sabrina Guinness. Ebbe due figli dai precedenti matrimoni, tra cui l’attore Ed Stoppard. Tra i suoi riconoscimenti figurano anche dottorati onorari di istituzioni come Oxford, Cambridge e Yale.