Recensione Rennsport
Ambizione e limiti della nuova frontiera del sim racing
Rennsport arriva su PlayStation 5 con la promessa di ridefinire lo standard dei simulatori di guida competitivi. Dopo un lungo periodo di beta testing su PC e un’esposizione mediatica forte grazie alle collaborazioni con l’e-sport internazionale, il titolo di Competition Company si presenta come una piattaforma racing moderna, flessibile e pensata per un pubblico che cerca autenticità, rigore e crescita continua. Il debutto su console apre le porte a una platea più ampia, con l’intento di unire i giocatori attraverso il cross-play e di offrire un ambiente competitivo sempre attivo. La domanda però è inevitabile: Rennsport riesce davvero a imporsi come nuovo punto di riferimento del genere, oppure il suo slancio innovativo è ancora frenato da limiti strutturali?

Pur non raccontando una storia narrativa, Rennsport ha un percorso evolutivo ben definito. L’idea alla base del progetto è creare un ecosistema dove simulazione, sport elettronico e contenuti della community convivano in un unico hub digitale. Il supporto dell’ESL e la creazione del campionato ESL R1 rappresentano un tassello fondamentale nella sua identità, sottolineando la volontà di costruire un prodotto votato alla competizione regolamentata, con processi di validazione e strumenti pensati per eventi professionistici.
Il passaggio dalla closed beta alle prime fasi pubbliche su PC ha permesso al team di raccogliere feedback continui, mentre l’arrivo su PS5 concretizza una visione ambiziosa: trasformare Rennsport in una piattaforma stabile, ampliabile e con un ciclo evolutivo a lungo termine. Il gioco non vuole essere semplicemente “finito” al lancio, ma costruire un rapporto duraturo con la sua community, aggiornamento dopo aggiornamento.

Gameplay e Modalità
La guida proposta da Rennsport mira a una simulazione accessibile ma rigorosa, con una struttura che differenzia il comportamento delle auto in modo marcato. Le vetture GT3 rappresentano il cuore del progetto: offrono un ottimo compromesso tra stabilità e profondità tecnica, con un modello di guida che restituisce correttamente gli effetti dell’aerodinamica e delle variazioni di grip. Le categorie più leggere, invece, possono risultare meno rifinite, con reazioni talvolta repentine nei trasferimenti di carico o nelle fasi di sovrasterzo, che richiedono una buona dose di adattamento.
Il force feedback con i volanti garantisce una discreta varietà di informazioni, ma non sempre una lettura piena delle micro-sensazioni sull’avantreno: chi arriva da simulatori affermati potrebbe percepire una profondità inferiore nel feeling complessivo. Molto più riuscita l’integrazione con il DualSense, che sfrutta in modo intelligente vibrazioni e grilletti adattivi dando forma alle superfici del tracciato, alle frenate aggressive e alla variabilità dell’asfalto.
Il sistema di danni predilige un modello semplificato, più adatto alle competizioni online che alla simulazione rigorosa della meccanica. Anche la fisica dei contatti segue un’impostazione prudente, riducendo l’impatto di urti moderati per non distruggere l’esperienza di gara in pochi secondi.
Il single-player funge più da palestra che da modalità principale: la IA è corretta e prevedibile, ma raramente aggressiva o capace di costruire duelli complessi. La progressione è minima e non propone elementi da “carriera tradizionale”.
Al contrario, il multiplayer è progettato come colonna portante di Rennsport. Il cross-play garantisce lobby sempre popolate, mentre il sistema di rating premia la pulizia più della velocità pura. Le penalità sono immediate e severe, scoraggiando ogni tentativo di guida approssimativa. Le gare classificate seguono un’impostazione molto vicina ai format e-sport, con sessioni strutturate, regole chiare e un ritmo competitivo intenso.
Il time trial rappresenta un’altra modalità di valore, grazie a classifiche globali sempre attive e a una telemetria semplice ma funzionale. Non raggiunge complessità professionali, ma offre un supporto valido per migliorare i propri riferimenti.
Il sistema economico basato sulla valuta “Renn$” permette di acquistare personalizzazioni estetiche e contenuti aggiuntivi, anche provenienti dalla community. Questa scelta amplia la creatività dei giocatori ma porta con sé il tema sensibile delle microtransazioni, che potrebbero non incontrare il favore di tutti.
Rennsport, nel complesso, propone un gameplay che oscilla tra ambizione simulativa e struttura competitiva moderna: una base solida che richiede ancora lavoro per raggiungere una piena maturità.

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Aspetto Tecnico PS5
Su PlayStation 5, Rennsport mostra un volto convincente ma irregolare. Le vetture, realizzate con cura e animate da un’illuminazione ben calibrata, rappresentano la parte migliore del comparto visivo. Le piste, modellate tramite laser-scanning, restituiscono fedelmente le asperità e le caratteristiche tecniche dei circuiti reali. Tuttavia, l’insieme non sempre mantiene una coerenza estetica elevata: alcuni scenari presentano pop-in delle texture, elementi ambientali meno definiti e un aliasing percepibile nelle scene più complesse.
L’Unreal Engine 5 garantisce un buon potenziale, ma l’ottimizzazione attuale non sfrutta appieno le capacità della console. Anche la percezione della risoluzione appare talvolta inferiore alle aspettative, creando una sensazione visiva non sempre “da next-gen”.
Sul fronte audio, il lavoro di registrazione dei motori reali è evidente e dona autenticità a molte vetture, anche se alcune categorie riportano una resa meno brillante, con bande di frequenza che si sovrappongono o che mancano di carattere. L’effetto complessivo è comunque immersivo, grazie anche ai dettagli di fondo come cambi di superficie, vibrazioni e rumori meccanici.
Il DualSense, come già accennato, è una delle migliori implementazioni del gioco: i grilletti adattivi migliorano sensibilmente la percezione della frenata e i feedback tattili contribuiscono a rendere ogni curva e ogni cordolo riconoscibile anche senza volante.
Il gioco, nell’insieme, è tecnicamente valido ma non ancora pienamente rifinito: un quadro da potenziale notevole, ma con margini di miglioramento ancora evidenti.

Conclusioni
Rennsport su PS5 è un titolo ambizioso, moderno e costruito attorno a una visione chiara: diventare il nuovo punto di riferimento del sim racing competitivo. La direzione è quella giusta, grazie a un multiplayer solido, a una struttura pensata per l’e-sport e a un impianto tecnico in grado di crescere con il tempo.
Il modello di guida, pur piacevole e ben sviluppato in alcune categorie, deve ancora raggiungere un livello di coerenza generale più alto, mentre l’aspetto tecnico su console necessita di ulteriori ottimizzazioni per esprimere realmente ciò che il motore grafico è capace di offrire. Il single-player essenziale e la presenza di microtransazioni estetiche completano un quadro che alterna punti di forza evidenti a debolezze che il team dovrà affrontare nei mesi successivi al lancio.
Chi cerca una piattaforma competitiva in costante evoluzione troverà un titolo già interessante.
Voto Finale 7,5 / 10
Pro
Modello di guida piacevole nelle categorie più curate.
Tracciati laser-scansionati dettagliati e realistici.
Multiplayer competitivo eccellente, con penalità severe e cross-play.
Ottima integrazione del DualSense.
Ecosistema in crescita costante con contenuti della community.
Contro
Grafica non sempre coerente e alcuni limiti di ottimizzazione su PS5.
Force feedback con volante ancora poco profondo.
Single-player molto limitato.
Audio non uniforme tra le diverse categorie di auto.
Microtransazioni estetiche poco apprezzate.