Trump e Zelensky: Elon Musk partecipa alla telefonata e rassicura sull'Ucraina
Mercoledì scorso, il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La chiamata, durata circa 25 minuti, ha visto la partecipazione inaspettata di Elon Musk, CEO di Tesla e X (precedentemente Twitter). Secondo fonti citate da Axios, Musk ha assicurato a Zelensky che continuerà a supportare l'Ucraina attraverso la rete satellitare Starlink.

La presenza di Musk nella chiamata evidenzia la sua crescente influenza nella futura amministrazione Trump e solleva interrogativi sull'approccio del presidente eletto riguardo al conflitto in Ucraina. Nonostante le preoccupazioni che Trump possa adottare una posizione più favorevole a Mosca, Zelensky ha considerato positivamente il fatto che la telefonata sia avvenuta poco dopo la vittoria elettorale di Trump.
Secondo un articolo dell'Economist, alcuni funzionari ucraini di alto livello avrebbero preferito una vittoria di Trump, nonostante i timori di possibili riduzioni degli aiuti militari. Questa preferenza deriverebbe da una percezione di insoddisfazione verso l'amministrazione Biden, accusata di proclami di sostegno non sempre seguiti da azioni concrete, come il rifiuto di fornire missili a lungo raggio e ritardi nelle forniture militari.
Sul fronte del cambiamento climatico, il New York Times si interroga sulla possibilità che Elon Musk, noto sostenitore delle energie rinnovabili, possa influenzare Trump a rivedere le sue posizioni scettiche sull'ambiente. Durante la campagna elettorale, Trump ha ammorbidito la sua retorica sui veicoli elettrici, elogiando le auto Tesla e riconoscendo le loro qualità, pur sottolineando che non sono adatte a tutti. Musk ha attribuito questo cambiamento alla sua capacità persuasiva, evidenziando che molti amici di Trump possiedono ora una Tesla e ne sono entusiasti.
Musk, che ha trascorso la notte delle elezioni nella residenza di Trump a Mar-a-Lago, dovrebbe avere un accesso diretto alla Casa Bianca nei prossimi mesi. Le sue aziende, tra cui Tesla e SpaceX, beneficiano già di contratti governativi e politiche federali, e si prevede che Musk cercherà ulteriori vantaggi per le sue imprese. Resta da vedere se la sua influenza si estenderà anche alle politiche climatiche dell'amministrazione Trump.
In passato, Musk ha espresso disaccordo con Trump sulle questioni climatiche. Nel 2017, si dimise da due consigli presidenziali in protesta contro il ritiro degli Stati Uniti dall'Accordo di Parigi sul clima. In una conversazione su X ad agosto, Musk ha affermato che l'energia solare sarà la principale fonte di produzione energetica in futuro e ha sostenuto l'energia nucleare come una delle forme più sicure di generazione elettrica. Tuttavia, ha anche sottolineato la necessità di una transizione graduale dai combustibili fossili per evitare impatti negativi sull'economia.
Le opinioni di Trump sul cambiamento climatico sono ben note, avendolo definito in passato una "bufala". D'altra parte, Musk è stato descritto come un sostenitore delle energie rinnovabili fin dai tempi dell'università, preoccupato per i pericoli del riscaldamento globale e la dipendenza dai combustibili fossili. Tesla, la sua azienda, vende pannelli solari e batterie per l'accumulo di energia, rappresentando circa il 10% del fatturato dell'azienda.
La collaborazione tra Trump e Musk potrebbe portare a sviluppi interessanti nelle politiche energetiche e climatiche degli Stati Uniti. Resta da vedere se l'influenza di Musk riuscirà a orientare l'amministrazione verso un maggiore impegno nelle energie rinnovabili e nella lotta al cambiamento climatico.
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