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di Mario Ferrazzuolo di giovedì 1 luglio 2021

Le startup innovative: cosa sono, regime e attività

startup

Negli ultimi anni si è fatto un grande parlare di start-up innovative, viste come delle soluzioni moderne in grado di rilanciare il tessuto economico italiano, favorendo l'imprenditorialità giovanile soprattutto nei settori tecnologici e dei servizi.

In Italia le start-up innovative sono destinatario di una serie di previsioni particolarmente agevolate, sia dal punto di vista fiscale (dato che sono previste molte semplificazioni) sia dal punto di vista economico.

Ma cosa sono le start-up innovative? Quando un'azienda o un'attività può fregiarsi di questo nome e qual è il loro regime? Dal punto di vista normativo il regime fiscale e legislativo si trova nella legge 221 del 2012, che regolamenta, definisce e disciplina le start-up innovative elencando anche i requisiti e le regole previste per la loro iscrizione alla sezione ad hoc del registro delle imprese.

Cosa è una start up innovativa? La definizione

Per capire meglio che tipo di attività siano, partiamo dalla definizione di start-up innovativa. La legge 221 del 2012, all'articolo 25, le definisce come società di capitali italiane avente come oggetto principale lo sviluppo e la commercializzazione di servizi o prodotti innovativi ad alto tasso di tecnologia.

Oltre a questa definizione un po' generica, vi sono anche le caratteristiche e requisiti che la legge richiede perché una start-up possa definirsi innovativa e iscriversi al registro delle imprese.

I requisiti previsti dalla legge per le start-up innovative sono i seguenti:

  • Deve essere di nuova costituzione, costituita dopo il 18 dicembre 2012 e non avere più di cinque anni;
  • Non deve distribuire utili;
  • Deve avere un valore produttivo sotto i 5 milioni di euro;
  • Non deve derivare da una fusione di società o scissione di società;
  • La sede principale della start-up deve essere in Italia, oppure deve trovarsi in uno degli Stati dello spazio economico europeo (anche in questo caso però deve avere una sede produttiva o una filiale in una regione italiana);
  • Deve avere come oggetto lo sviluppo, produzione, la commercializzazione di servizi e prodotti con alto valore tecnologico.

I requisiti non finiscono qui. Una start-up innovativa deve anche destinare almeno il 15% della quota alla ricerca lo sviluppo in ambito di innovazione, e almeno un terzo dei lavoratori deve essere dottorando o ricercatore e comunque due terzi dei collaboratori devono avere una laurea magistrale. Non solo. La start-up deve anche avere la registrazione di un programma o di un progetto, per definirsi innovativa.

I requisiti da rispettare da seguire per poter fondare una start-up innovativa quindi non sono molto semplici, per cui se avete intenzione di fondare una start-up di questo tipo è meglio rivolgersi ad aziende specializzate come mare consulting per avere tutte le informazioni che vi servono. Rivolgersi ad una società di consulenza prima di costituire l'attività permette non solo di conoscere nel dettaglio tutti i vantaggi e le particolarità del regime fiscale e normativo delle start-up, ma consente anche di evitare errori e di capire se la propria attività può essere correttamente qualificata o no come start-up innovativa.

Tutti i vantaggi fiscali delle start-up innovative: ecco qualche esempio

Le start-up innovative vanno incontro ad una serie di vantaggi fiscali ed agevolazioni economiche molto importanti. Solo per fare qualche esempio, queste aziende non devono pagare l'imposta di bollo, hanno diritto alla detrazione dell'Irpef del 30% su investimenti fino a milioni di euro - nei primi tre anni di attività; possono effettuare raccolte di fondi online, hanno possibilità di ottenere permessi di soggiorno agevolati per i loro lavoratori se sono cittadini stranieri, possono acquistare macchinari e software con particolari agevolazioni dal punto di vista fiscale.

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