La guerra dello spaccio nei boschi I pusher si sfidano coi kalashnikov per conquistare cellulari e clienti
Nei boschi si combatte una guerra per il controllo dello spaccio, in cui i pusher si contendono clienti e cellulari anche con armi da guerra. Al centro degli scontri ci sono telefoni che valgono poche centinaia di euro, ma che diventano un obiettivo per chi li affronta imbracciando fucili AK-47. Il conflitto è descritto come una sfida tra gruppi di spacciatori, impegnati a conquistare sia i clienti sia i dispositivi. Le informazioni disponibili non specificano dove siano avvenuti gli episodi né quando.
di Anna Giorgi e Nicola Palma MILANO La guerra per un telefono. Cellulari da poche centinaia di euro che però hanno un valore inestimabile per chi se li contende imbracciando gli AK-47. Stipati negli smartphone-citofono, che non servono per chiamare ma soltanto per ricevere, ci sono decine e decine di numeri. Sono i contatti dei clienti che si mettono in coda per hashish, eroina e coca: per loro l’interlocutore non fa alcuna differenza, conta solo che il “cavallino” di turno si presenti puntuale all’appuntamento per scambiare le dosi con i contanti. Possedere quelle rubriche, da custodire gelosamente in nascondigli impenetrabili, diventa determinante per moltiplicare affari e ricavi. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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