Parlare di morte con i ragazzi | perché il silenzio non protegge
In una classe di scuola superiore, gli studenti hanno posto molte domande durante un incontro dedicato alla morte. A colpire chi ha partecipato è stato il contrasto tra la curiosità dei ragazzi e il poco spazio che, secondo il racconto, quelle domande sembrano trovare fuori dall’aula. L’esperienza ha lasciato una riflessione sul modo in cui si affronta il tema con i più giovani: il titolo del testo sostiene che il silenzio non li protegge. Non sono indicati altri dettagli sull’incontro o sulle risposte date agli studenti.
Uscendo da una classe di scuola superiore, ho continuato a pensare alle domande degli studenti. Durante l’incontro avevamo parlato di morte. Mi aveva colpito quanto avessero da chiedere e quanto poco quelle domande sembrassero trovare spazio altrove. Mi sono chiesta che cosa sarebbe accaduto se le avessero riproposte a casa, a tavola. Di morte sentiamo parlare ogni giorno, nelle notizie. FinchĂ© riguarda persone che non conosciamo, riusciamo a commentarla. Quando una ragazza domanda se moriranno anche i suoi genitori, trovare le parole diventa piĂą difficile. Spesso rispondiamo con una rassicurazione: “Non pensarci”, “Hai tutta la vita davanti”. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Battered young man awakens his bloodline, reducing powerful foes to ashes!!
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