Non dite ai bambini che il nonno è volato in cielo o si è addormentato | Alberto Pellai spiega come parlare della morte ai più piccoli perché non bisogna nascondere le lacrime e quando portarli al funerale
Ai bambini è meglio dire con parole semplici che una persona è morta, senza raccontare che è volata in cielo o si è addormentata: queste immagini possono confonderli. Lo spiega Alberto Pellai, che invita anche a non nascondere le lacrime e a valutare di portarli al funerale, preparandoli a ciò che vedranno. Nel libro per bambini *Sempre con me*, Laura Romanazzi racconta la domanda di un bambino che, dopo aver saputo della morte di una persona cara, chiede dove sia.
“Un giorno mi hanno detto che non c’eri più. Allora ho chiesto dov’eri, e mi hanno risposto: “sempre con te”” scrive nel suo libro per bambini l’autrice Laura Romanazzi ( Sempre con me, illustrazione di Kate Herbert, Edito da Sassi Editore ). È giusto parlare della morte con i bambini? Come spiegare la morte a mio figlio? E, soprattutto, come aiutarlo ad affrontare e ad alleviare il dolore? Non sarebbe meglio proteggerlo, almeno quando è ancora piccolo, da un’esperienza così forte? Sono domande che molti genitori si pongono di fronte alla perdita di una persona cara. Spesso gli adulti pensano che evitare di parlare della morte significhi proteggere i bambini da un dolore troppo grande. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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