I docenti prendano parola | non si lascino presidi e Digos a gestire i dissensi giovanili

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«Nel confronto sulle mobilitazioni nelle scuole bresciane manca la voce dei docenti»: lo sostiene un insegnante e attivista del collettivo Assenze ingiustificate, che invita i professori a intervenire nel confronto tra studenti, dirigenza scolastica e forze dell’ordine. Secondo lui, il dissenso giovanile non dovrebbe essere gestito soltanto dai presidi e dalla Digos.

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«Nel confronto tra studenti, dirigenza scolastica e forze dell’ordine manca una voce: quella dei docenti». È da qui che parte la riflessione di Luca Alberti, insegnante e attivista del collettivo Assenze ingiustificate, sulle mobilitazioni nelle scuole bresciane. «È importante che i docenti prendano parola», sostiene. Il loro contributo, spiega, «potrebbe aiutare a costruire un confronto capace di riconoscere il dissenso degli studenti come un’occasione di partecipazione e di apprendimento democratico». Che cosa possono portare gli insegnanti in questo confronto? «Una postura pedagogica e democratica, che permetta ai ragazzi di manifestare il proprio dissenso e partecipare alla vita democratica. 🔗 Leggi su Brescia.corriere.it

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