Lo chef italiano giudice di un festival di cucina in Iraq | Ho visto un Paese che ha voglia di crescere e di ricominciare E a Baghdad c' era una grande libertà anche fra le donne
«A Baghdad ho visto un Paese che ha voglia di crescere e ricominciare, e una grande libertà, anche fra le donne»: così lo chef italiano Massimo Biale racconta la sua esperienza in Iraq, dove ha fatto parte della giuria di un festival di cucina. Biale ha 60 anni e ha trascorso 19 anni in Veneto, dove ha aperto e seguito due locali: uno a Dolo, costruito da zero nel centro storico, e un altro a Padova. Nel testo non sono indicati altri dettagli sul festival o sulla sua partecipazione.
Massimo Biale ha 60 anni, di cui 19 trascorsi in Veneto, dove ha aperto e seguito due locali, la «Corona» di Dolo (Venezia) — «una realtà che abbiamo costruito da zero in centro storico» — e i «Navigli» di Padova. Oggi vive ad Hammamet, in Tunisia e, in pensione, continua a viaggiare per giudicare competizioni di cucina e di pizza, anche al Campionato mondiale di Parma. In questa veste è stato invitato come giudice alla terza edizione del festival internazionale della cucina in Iraq. Ha giudicato assieme ad altri 49 giudici 250 concorrenti: lui era l’unico italiano. «Dell'Iraq mi ha colpito la voglia di crescere e di ricominciare». Chef Massimo Biale, che situazione ha trovato?«Baghdad è una metropoli con spazi enormi, palazzi stupendi e centri commerciali incredibili. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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