Haifa la rabbia e i dubbi degli israelo-palestinesi | In massa a votare contro Netanyahu ma nella nuova Knesset nessuno sarà davvero la nostra voce
Ad Haifa, tra gli israelo-palestinesi cresce la rabbia per la scarsa rappresentanza politica, anche dopo il voto contro Netanyahu. Nel centro storico, una domenica mattina, Ahmad fuma seduto sul gradino di una frutteria tra via Wadi e via Hadad, mentre non si vedono clienti. La sua testimonianza apre un quadro di dubbi sulla nuova Knesset: molti hanno votato per opporsi al premier, ma temono che nessun deputato dia voce alle loro richieste. Il racconto si concentra sulle reazioni della comunità e sulle aspettative verso il nuovo Parlamento.
Sul gradino della frutteria tra via Wadi e via Hadad, Ahmad fuma seduto. Clienti non se ne vedono, di domenica mattina nel centro storico di Haifa: nella parte più antica della città, quella dove nel ’48 quello che rimaneva della comunità palestinese fu relegata dopo la Nakba, è questo il giorno in cui i negozi sono chiusi e la gente resta a riposo. Non il sabato ebraico, non il venerdì musulmano, o non solo. Fuori è estate, dentro il negozio saranno 17 gradi, l’aria condizionata si sente anche all’esterno, fino alla prima fila di cassette di arance. Dietro le spalle compare Oren, deve comprare una cassa d’acqua: su al primo piano del palazzo di fronte, nella sede del partito comunista e della Joint List i militanti sono rimasti a secco. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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