Da Belgrado a Brasilia il consenso non è più blindato La sfida per l’Europa secondo Pirozzi Iai
Secondo Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto affari internazionali, il voto in Serbia e in Brasile ha messo in discussione assetti politici considerati stabili. Le elezioni, sostiene, non si limitano a determinare la permanenza o la caduta dei governi, ma possono incidere sui sistemi di potere e sugli equilibri geopolitici. La vicenda apre una sfida per l’Europa, senza che il testo specifichi quali siano le misure da adottare o gli sviluppi attesi.
Le urne non abbattono soltanto governi: possono incrinare sistemi di potere che sembravano inamovibili e rimettere in discussione gli equilibri geopolitici. Dalla Serbia, dove la mobilitazione degli studenti ha trasformato la protesta in una sfida politica alla leadership consolidata, al Brasile, dove Lula ha prevalso su Flávio Bolsonaro, affiora una domanda di cambiamento che attraversa contesti diversi e supera i confini nazionali. Non è ancora una ritirata globale del populismo, né la prova di una nuova stagione democratica. È, piuttosto, il segnale che il consenso resta contendibile e che la partecipazione dal basso può riaprire partite che parevano chiuse. 🔗 Leggi su Formiche.net

Notizie e thread social correlati
L’impasse sulle sanzioni a Mosca mette alla prova la credibilità dell’Ue. Parla Pirozzi (Iai)L’Unione europea non ha ancora raggiunto un accordo sul nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
Serbia al voto, la lista degli studenti sfida il partito di Vucic. Perché il voto a Belgrado è importante per l’EuropaIn Serbia si vota oggi e la Lista degli Studenti, nata a Novi Sad, sfida il partito del presidente Aleksandar Vucic.