Dietro le nuove proteste tra mobilitazione digitale e guerra cognitiva La lettura di Lombardi
Le proteste si organizzano nelle chat e sulle piattaforme digitali, dove i partecipanti coordinano le iniziative e si spostano da un’applicazione all’altra per sottrarsi ai controlli. Le parole d’ordine ideologiche non sono più l’unico elemento attorno a cui si accendono le piazze. La mobilitazione online e la guerra cognitiva sono al centro della lettura proposta da Lombardi sulle nuove forme di protesta.
Le piazze non si accendono più soltanto attraverso le parole d’ordine ideologiche. Si preparano nelle chat, si coordinano sulle piattaforme digitali, si spostano da un’applicazione all’altra per sottrarsi ai controlli. E quando le indicazioni circolano all’ultimo momento, la prevenzione diventa una partita più complessa. La nascita del movimento “17 ottobre”, le manifestazioni, le città blindate, le allerte delle ambasciate e le analogie con quanto accade in Francia riportano al centro una questione che va oltre la gestione dell’ordine pubblico: la capacità delle democrazie europee di riconoscere e anticipare le nuove forme del conflitto. Marco Lombardi, sociologo e docente all’Università Cattolica di Milano, studia da anni sicurezza, radicalizzazione, terrorismo e comunicazione del rischio. 🔗 Leggi su Formiche.net

Arnab Exposes CJP Protest Hidden Agenda | Abhijit Dipke, Toolkit & Regime-Change Plot
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