Paperone in Atlantide | la mercificazione del sogno e la lezione di Carl Barks
Creato da Carl Barks nel 1947, Zio Paperone è stato inizialmente rappresentato come un capitalista aggressivo. Nel tempo, il personaggio è diventato più complesso e le sue storie hanno affrontato anche il rapporto tra denaro, desideri e avventura. «Paperone in Atlantide» rilegge questo percorso attraverso il tema della mercificazione del sogno e propone una riflessione sull’eredità narrativa di Barks.
Creato nel 1947 da Carl Barks come incarnazione del capitalismo d’assalto, il personaggio di Zio Paperone è ben presto diventato un complesso archetipo del XX secolo: un pioniere animato da una spinta romantica, il cui vero tesoro non è mai risieduto nel valore materiale della valuta accumulata, ma nelle memorie, nelle fatiche e nelle avventure necessarie per conquistarla. Fabio Celoni in Paperone in Atlantide compie un’operazione ermeneutica straordinaria recuperando il nucleo fondativo del modello barksiano e proiettandolo in una dimensione metanarrativa dove l’immaginazione e la dimensione del sogno combattono una battaglia decisiva contro le logiche repressive della mercificazione e del profitto fine a sé stesso. 🔗 Leggi su Screenworld.it

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