Consigli da marziano sui ‘maranza’ | la ricetta fasulla della repressione si smonta in poco
Il testo critica l’uso della repressione come risposta al fenomeno dei “maranza” e descrive la distanza tra i giovani delle periferie urbane e chi ne parla. Il titolo gioca sull’assonanza tra “maranza” e “marziano”, presentando questi ragazzi come estranei agli adulti. Il brano cita anche i giovani delle cosiddette “seconde generazioni”, ma si interrompe dopo poche righe e non fornisce ulteriori dettagli sulle misure contestate o sulle alternative proposte.
Da ‘maranza’ a marziano il passo è breve: tanto ci sono estranei i ragazzi delle periferie urbane e delle cosiddette ‘seconde generazioni’ di nuovi italiani, quanto se arrivasse da Marte uno studioso culturalmente preparato e freddamente razionalista, che cosa direbbe di questo grande disordine sotto il cielo? Esaminando la marea montante di commenti sulle violenze di strada a Milano e sulla stretta repressiva varata dal governo, il maranzanologo alieno sorriderebbe subito divertito per la compiacenza dei nuovi Bakunin nostrani che ripetono ai borghesi indignati il ritornello della canzone di Fabrizio De Andrè sul Maggio francese: ‘anche se voi vi credete assolti siete per sempre coinvolti’. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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