Loro in galera noi in piazza
Il testo invoca una marcia in piazza a sostegno delle forze dell’ordine e contro quella che definisce una deriva estremista. L’autore sostiene che chi devasta debba essere punito, non compreso, e invita gli italiani «perbene» a mobilitarsi, richiamando le manifestazioni organizzate a Milano e Torino negli anni Settanta. La proposta è presentata come risposta agli episodi di devastazione e come forma di sostegno alle forze dell’ordine.
I devastatori non vanno capiti, tesi sostenuta da troppi, bensì puniti. Però gli italiani perbene, quelli che mandano avanti il Paese, facciano come negli anni ’70 a Milano e a Torino: una marcia per fermare la deriva estremista e dare sostegno alle forze dell’ordine. Ci riflettevo ieri, vedendo le vetrine sfondate nel centro della capitale economica del Paese. E ancor più osservando le serrande abbassate dei pochi negozi rimasti inviolati dalle incursioni di sabato e domenica, chiuse nel timore di nuovi assalti, come in una specie di coprifuoco volontario. Servirebbe, dicevo tra me e me, un grande scatto d’orgoglio dei moderati, una reazione che va al di là dell’intervento delle forze dell’ordine. 🔗 Leggi su Laverita.info

L'inferno nascosto delle carceri italiane (con Giulia Troncatti e Martina Piazza)
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