Lo psicologo Matteo Lancini | I Neet? Non sono giovani viziati ma disillusi – L’intervista
I giovani che non studiano e non lavorano non sono «viziati», ma «disillusi», secondo lo psicologo intervistato. A suo giudizio, sono cresciuti in una società che prometteva di ascoltarli, senza mantenere quella promessa. Per cambiare, sostiene, serve una cultura capace di dire più «sì» ai giovani e più «no» agli adulti e alle loro abitudini. L’intervista affronta così la condizione dei Neet, termine che indica i ragazzi fuori dai percorsi di studio e dal lavoro, e il rapporto tra le nuove generazioni e la società in cui sono cresciute.
«Serve una nuova cultura che dica più “sì” ai giovani e più “no” agli adulti e alle loro abitudini. Le nuove generazioni sono disilluse perché sono cresciute in una società che prometteva loro di essere più ascoltate, ma che ha finito per tradire questa promessa». L’acronimo Neet è diventato il contenitore freddo in cui la società contemporanea rinchiude una generazione in stallo. Ragazze e ragazzi che non studiano, non lavorano e non si formano, spesso liquidati dall’opinione pubblica come fannulloni o figli di un’infanzia troppo viziata. Ma dietro c’è una frattura ben più profonda e una crescente sfiducia nel mondo adulto, che fatica a interrogarsi sulle proprie responsabilità e tende invece a scaricare la colpa su internet e videogiochi. 🔗 Leggi su Open.online
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