Ecco perché le bibite meritano lo status di comfort drink senza sensi di colpa
Le bibite vengono spesso giudicate con più severità del comfort food, a cui è riconosciuto un valore affettivo anche senza valutarne ogni volta le qualità nutrizionali. L’articolo propone di considerare anche le bevande come «comfort drink», senza sensi di colpa.
Abbiamo imparato a concedere al comfort food una dimensione affettiva, senza chiedergli ogni volta il certificato di buona condotta nutrizionale. Con le bibite siamo più severi. Eppure, tra riduzione degli zuccheri, nuove formulazioni e un accordo con il Ministero della Salute che parla di moderazione e consapevolezza, forse è arrivato il momento di uscire dalla logica del processo alla lattina. Abbiamo imparato a parlare di comfort food senza troppi sensi di colpa. Con le bibite, invece, il lessico si fa immediatamente più severo: zucchero, calorie, obesità, tassa. Come se le bollicine, a differenza di una fetta di torta o di una pizza, non avessero diritto a una dimensione affettiva, rituale, persino consolatoria. 🔗 Leggi su Panorama.it

Nicolas le Floch : L'Énigme des blancs manteaux - Jérôme Robart - (S1 EP02) - CLPB
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