Cosa resta di James Hillman nel tempo della psicologia dilagante
Un mese prima di morire, quindici anni fa, James Hillman scrisse a familiari e amici di essere impegnato a vivere nonostante la malattia. Lo psicologo morì per complicazioni legate a un cancro osseo. La lettera si apriva con le parole: «Sto morendo».
Un mese prima di morire, quindici anni fa, per le complicazioni di un cancro osseo, James Hillman  scrisse una lettera a familiari e amici: “Sto morendo”, annunciava, “eppure non potrei essere piĂą impegnato a vivere”. Da saggista si era guadagnato la fama d’essere tra i piĂą originali prosecutori del pensiero psicologico di Carl Gustav Jung, assaltando sistematicamente i luoghi comuni sorti intorno e accanto alla psicoanalisi, sfidando le incrostazioni dottrinarie, le tendenze settarie, l’ortodossia. Con la bara pronta all’ingresso della sua casa di Thompson, nella campagna del Connecticut – una bara costruita dal suo vicino di casa boscaiolo (un certo Eric) abbattendo un albero del giardino – Hillman aveva deciso che la sua ultima avventura doveva essere quella di attraversare la soglia tra la vita e la morte con la massima luciditĂ . 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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