Omicidio di Lidia Macchi ecco perché la Procura generale di Milano ha impugnato il risarcimento a Binda e ha fatto ricorso in Cassazione
La Procura generale di Milano ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione sul risarcimento riconosciuto a un uomo assolto dall’accusa di omicidio. Nel ricorso, la Procura contesta le motivazioni della sentenza, definite «illogiche e del tutto inaccettabili», e chiede che venga esclusa qualsiasi condotta colposa dell’assolto, con il conseguente riconoscimento dell’intero risarcimento. La vicenda riguarda l’omicidio di una giovane donna e il procedimento per la riparazione economica dopo l’assoluzione.
Varese, 14 ottobre 2026 – ” Massimo sconcerto per motivazioni illogiche e del tutto inaccettabili. Che se ne tragga anche la giusta conclusione: nessuna condotta colposa e quindi risarcimento nella sua interezza”. Stefano Binda parla apertamente di sconcerto mentre vede allungarsi la storia senza fine del suo risarcimento per ingiusta detenzione. La Procura generale di Milano e l’ Avvocatura dello Stato hanno depositato due distinti ricorsi in Cassazione contro l’ordinanza con la quale, il 25 settembre, la quinta sezione penale della Corte d’Appello di Milano, chiamata a decidere per la terza volta, aveva riconosciuto a Binda una riparazione per ingiusta detenzione. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it
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