Omicidio Lidia Macchi terzo ricorso contro il risarcimento a Stefano Binda per l’ingiusta detenzione | un nuovo calvario giudiziario

Notizia in breve

È stato presentato il terzo ricorso contro il risarcimento riconosciuto a un uomo assolto definitivamente dall’accusa di aver ucciso una studentessa. L’uomo ha trascorso quasi quattro anni in carcere prima dell’assoluzione e ora affronta un nuovo passaggio giudiziario sulla somma ottenuta per l’ingiusta detenzione. Il ricorso si aggiunge ai due precedenti e riporta la vicenda davanti alla giustizia, dopo la conclusione definitiva del processo per omicidio.

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Varese – Assolto definitivamente dall’accusa di aver ucciso Lidia Macchi, dopo aver trascorso quasi quattro anni in carcere da innocente, Stefano Binda si ritrova ancora una volta a fare i conti con la giustizia. E la battaglia per ottenere un indennizzo per l’ingiusta detenzione sembra non conoscere fine. Avvocatura dello Stato e Procura generale di Milano hanno impugnato per la terza volta la decisione della Corte d’Appello che ha riconosciuto all’uomo un risarcimento di 212mila euro. Una nuova iniziativa che riapre una vicenda ormai esasperante, nella quale il procedimento per omicidio si è concluso da anni  ma le conseguenze di quella detenzione continuano a pesare. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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