Alzheimer il batterio intestinale che può contribuire al decadimento del cervello Lo studio

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Uno studio ha esaminato il possibile legame tra un batterio intestinale e il decadimento cerebrale associato all’Alzheimer. La ricerca si inserisce negli studi sull’asse intestino-cervello, cioè sulle connessioni tra l’apparato digerente e il sistema nervoso. Il testo riferisce che le nuove ricerche vanno oltre il semplice collegamento tra i due sistemi, ma non specifica quale batterio sia stato analizzato, come sia stato condotto lo studio né quali risultati siano stati ottenuti.

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L’intestino è un secondo cervello. Il concetto è stato sdoganato da tempo, ma i nuovi studi sembrano anche oltre il semplice collegamento del cosiddetto gut-brain axis. Una pubblicata su Nature Communications mostra come il microbiota intestinale, cioè la composizione della flora batterica dell’intestino, potrebbe influire su alcuni meccanismi alla base del decadimento cognitivo e dunque anche di patologie come il morbo di Alzheimer. Il nuovo studio su intestino e morbo di Alzheimer. Lo studio, condotto da Barbara Bendlin e Federico Rey presso l’Università del Wisconsin-Madison, già esperti di microbiota e malattie neurologiche, ha indagato il ruolo dell’ imidazolo propionato (ImP), una sostanza prodotta proprio da alcuni ceppi batterici intestinali. 🔗 Leggi su Dilei.it

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