La festa dell' ottimismo fogliante è il Pitti Uomo del grande centro poi arriva Renzi
Durante una festa politica dedicata all’ottimismo, alcuni partecipanti discutono delle proprie scelte di voto e di una nuova formazione chiamata Più Uno. Nel breve scambio, una persona dice di non sapere più per chi votare dopo la morte di Emma Bonino; un’altra ironizza sul nome del partito e sui suoi promotori, definiti «lo sbirro e l’esattore». La conversazione si svolge al Pitti Uomo del grande centro, prima dell’arrivo di Matteo Renzi.
“Ma tu quindi cosa voti?”. “Io da quando è morta la Bonino non lo so più”. “E 'Più Uno' (cioè il neo partitino di Gabrielli e Ruffini)? Ma chi, lo sbirro e l'esattore? Ma come si fa a chiamare un partito Più Uno: il più uno è quello che ti porti dietro alle feste, è l’imbucato”. Mentre incombe la campagna elettorale, nelle retrovie della Festa dell’ottimismo fogliante, a Firenze per il decimo anno, si va alla ricerca del grande centro perduto. La festa del Foglio è il Pitti Uomo del grande centro. Se fuori rotolano i trolley dell’ overtourism, dentro, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, si agitano le anime inquiete. E come si può essere ottimisti? Il centro è un “pulviscolo”, ha detto in mattinata Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, che di sigle ne conta trenta e ha esordito spiegando che qui si viene per autoilludersi. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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