Quelle indegne e moleste scuse degli autori dei femminicidi
Il testo critica le scuse presentate dagli autori di femminicidi durante i processi, descritte come ricorrenti e moleste. L’estratto afferma che queste dichiarazioni accompagnano con frequenza costante i procedimenti giudiziari, fino a sembrare una prassi. Non fornisce esempi, nomi o dettagli su singoli casi e si interrompe prima di completare il ragionamento.
Se c’è una retromarcia costante, al limite della prassi, che accompagna i processi di femminicidio con una costanza che sfiora la provocazione se non la molestia, è quella delle scuse che gli assassini rivolgono alle famiglie delle vittime e, più in generale, al pubblico televisivo che li vede sfilare nelle Corti d’Assise, inseguiti dai giornalisti. Personalmente, non sono mai stato un fan delle scuse. Mi sono sempre sembrate degli autocondoni alla portata di qualsiasi cretino incapace di assumersi il carico delle sue azioni e reazioni (specie le seconde, perché in genere sono quelle che scantonano dalla soglia di civile tollerabilità e fanno saltare i fragili nervi di chi non li controlla). 🔗 Leggi su Napoli.corriere.it

Catello Maresca - Lestate dei FEMMINICIDI (21.08.26)
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