Trudie Styler | Da bambina ero un’esclusa bullizzata dai compagni | portavo sul viso le cicatrici di un brutto incidente e mi chiamavano Scarface La scuola può diventare un posto orribile

Notizia in breve

Da bambina, Trudie Styler veniva presa di mira dai compagni per le cicatrici sul viso, rimaste dopo un grave incidente: la chiamavano «Scarface». Racconta che la scuola poteva diventare un posto orribile e che, in quegli anni, la fede era diventata un riferimento. Pregava ogni giorno e parla di Gesù come di un amico, non di un Dio autoritario.

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In quegli anni difficili, racconta, la fede era diventata un punto di riferimento. «È stato allora che mi ci sono avvicinata, pregavo tutti i giorni, non credo in un Dio autoritario, io parlo a Gesù come ad un amico». Trudie Styler ha rivelato anche i suoi momenti più difficili, mentre era a Napoli per un incontro al Social Action Film Festival nella chiesa di Donnaregina, seguito dalla proiezione di Posso entrare? An Ode to Naples, il documentario con cui ha raccontato la città. Sembrava quasi un incontro tra vecchi amici: ad aspettarla c'erano anche alcune donne del Rione Sanità, protagoniste del film, che la salutavano con affetto. Lei: «Sono ritornata a casa». 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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© Vanityfair.it - Trudie Styler: «Da bambina ero un’esclusa, bullizzata dai compagni: portavo sul viso le cicatrici di un brutto incidente e mi chiamavano Scarface. La scuola può diventare un posto orribile»
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