Un Paese traumatizzato | Non ci sentiamo più sicuri E l’Occidente ci ha delusi

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Tre anni dopo il 7 ottobre, Israele rimane segnato dal trauma. La società si sente più vulnerabile e insicura, con cittadini che esprimono delusione verso l’Occidente. Il caporedattore di uno dei principali quotidiani israeliani descrive un Paese che, dopo l’attacco, percepisce un aumento delle sensazioni di insicurezza e una crescente sfiducia nelle alleanze internazionali. La preoccupazione per il futuro si fa sentire tra la popolazione, ancora profondamente scossa dagli eventi passati.

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A tre anni dal 7 ottobre, Israele è ancora una società segnata dal trauma. Daniel Bettini, Caporedattore al Yediot Ahronoth, uno dei principali quotidiani israeliani racconta un Paese più vulnerabile, deluso dall’ Occidente e che guarda con preoccupazione al futuro. Daniel Bettini, sono passati tre anni dal 7 ottobre. Com’è cambiata la società israeliana? "Siamo ancora dentro un trauma totale. Israele si è sempre percepito come un Paese molto forte, con un esercito e un’intelligence fortissimi: nessuno pensava possibile una cosa del genere. Molti hanno perso fiducia nell’apparato politico, nell’esercito e nell’intelligence, che hanno fallito. È cresciuto un senso di insicurezza che prima non avevamo". 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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