Disagio giovanile alla Parthenope Luca Abete lancia la sfida al benegrazismo
All’università Parthenope, Luca Abete ha definito il «benegrazismo» una forma di educazione al silenzio: chiedere ai ragazzi «come stai?» può suggerire, senza accorgersene, quale risposta dare. La riflessione è stata al centro di un incontro sul disagio giovanile.
«Il benegrazismo è diventato una forma di educazione al silenzio: chiediamo ai ragazzi “come stai?” e, senza accorgercene, abbiamo già suggerito la risposta giusta. “Bene, grazie”. Rapida, educata, rassicurante. Soprattutto per noi adulti. Ma falsa e deleteria per tanti giovani italiani.» È questa l'idea alla base del claim 2026, «Dimmi davvero come stai»: un invito a lasciare da parte le risposte di circostanza e a dare spazio all'ascolto autentico. Luca Abete sceglie di aprire così il suo intervento all’Università degli Studi di Napoli Parthenope presso la sede di Villa Doria D’Angri, dove si è tenuto il convegno conclusivo del progetto PRO-BEN PRIMA (dalla Prevenzione alla Riduzione dell'IMpairment Adattivo), finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca. 🔗 Leggi su Napoli.corriere.it

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