Ricina a Pietracatella per Roberta Bruzzone patto scellerato con veleno da qualcuno vicino ai Di Vita
La criminologa Roberta Bruzzone ha definito il caso di due persone morte avvelenate con ricina come un “patto scellerato”. Secondo lei, dietro l’accaduto ci sarebbe l’intervento di una seconda persona vicina ai Di Vita. La sua analisi si basa su elementi investigativi, ma non sono stati forniti dettagli specifici sui sospetti o sulle prove raccolte. La polizia continua le indagini senza aver ancora identificato i responsabili.
Per Roberta Bruzzone il caso della mamma e della figlia morte avvelenate con la ricina è frutto di “un patto scellerato”. La criminologa si è detta convinta che ci sia “l’intervento di una seconda mente in questa storia”. Ricina a Pietracatella, le parole di Roberta Bruzzone Nella puntata del 7 ottobre di La Vita in Diretta, Roberta Bruzzone ha parlato del caso di Pietracatella. Dopo aver ascoltato le parole del padre di Antonella Di Ielsi e nonno di Sara Di Vita, le due donne morte avvelenate con la ricina, la criminologa ha espresso il suo parere. “È chiaro che ha una conoscenza diretta delle dinamiche, quindi non abbiamo motivi di dubitare che quello che dice è fondato, quindi sicuramente è uno scenario che anche gli inquirenti, inutile che ce lo stiamo a nascondere, stanno evidentemente esplorando con molta energia”. 🔗 Leggi su Virgilio.it
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DELITTO DELLA RICINA A PIETRACATELLA: PER ROBERTA BRUZZONE C'È UN PATTO SCELLERATO
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