Lavoratori difficili | quello che nessuno vuole gestire ma che tutti devono comprendere
Un lavoratore con comportamenti problematici è stato allontanato dal suo ruolo dopo ripetuti episodi di tensione con i colleghi. La situazione ha portato a un intervento dell'azienda, che ha deciso di sospenderlo in attesa di ulteriori valutazioni. La gestione di queste persone rappresenta un aspetto delicato, spesso difficile da affrontare per i responsabili, che devono trovare un equilibrio tra supporto e rispetto delle regole.
di Alessandro Pedrazzi – Psicologo Sportello Disagio Lavorativo e Mobbing, CISL Milano Metropoli Non tutti i problemi sul lavoro nascono dall’organizzazione, e non tutti i lavoratori in difficoltà sono lavoratori difficili. Questa distinzione, semplice da enunciare, complessa da applicare, è il contributo più importante che la psicologia del lavoro può offrire a chi gestisce le risorse umane e a chi le rappresenta. Il lavoratore difficile non è un’etichetta clinica: i ricercatori preferiscono costrutti più precisi come comportamento controproducente, devianza organizzativa, maleducazione sul posto di lavoro. Robinson e Bennett (1995) hanno proposto una tassonomia che va dalla devianza di produzione (pause eccessive, rallentamenti volontari) all’aggressione personale (molestie, violenza verbale). 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Lavori che nessuno vuole fare
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