Bombe atomiche a Ghedi trasparenza zero e nessun piano di emergenza Eppure non se ne parla
Il 3 gennaio 2020 è stato pubblicato un articolo sul Fatto Quotidiano riguardante bombe atomiche a Ghedi. L’articolo evidenziava la mancanza di trasparenza e l’assenza di un piano di emergenza per le armi nucleari presenti nella base. Solo un politico aveva chiesto chiarimenti sull’arrivo di testate nucleari provenienti da altre basi italiane. Da allora, non sono stati riportati aggiornamenti o ulteriori interventi ufficiali sulla questione.
Ne avevo scritto il 3 gennaio 2020 sull’edizione cartacea del Fatto Quotidiano e l’unico politico italiano a chiederne conto era stato Angelo Bonelli, che poneva a livello istituzionale e politico la questione sull’arrivo in Italia di armi a testate nucleari provenienti da altre basi. Sei anni dopo vorrei tornare alle dichiarazioni che mi aveva rilasciato l’allora sindaco di Ghedi, cittadina in provincia di Brescia che ospita oltre 10 chilometri di base militare che aderisce al “Nato Nuclear Sharing”. Il primo cittadino era stato chiaro: “Al sindaco non è dato avere questo tipo di informazioni”. Peggio mi avevano detto – in via riservata – altri esponenti politici di ogni schieramento, ovvero che quello che succede dietro l’invalicabile recinzione custodita da filo spinato e vedette non è argomento di cui un sindaco può sapere. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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