Roberta Recchia | Non ho mai creduto di avere il talento necessario ma in una vita che è stata più buio che luce la scrittura mi ha salvata Il nuovo romanzo? Le sconosciute uscirà a gennaio
Come ha cominciato? «In principio era solo un istinto di inventarmi delle storie. Fin da piccola fantasticavo sulle persone della mia famiglia, elaboravo pettegolezzi per dare più colore alla quotidianità. In casa, però, passavo per una sfrontata bugiarda. Per i miei genitori ero una figlia abbastanza problematica. Quando, a sette anni, ho iniziato a sostenere che in casa volassero rondini viola, sono finita all’Istituto di Neuropsichiatria Infantile di via dei Sabelli a Roma. La scrittura mi ha salvata: non ho più sentito la necessità di raccontare agli altri le mie storie, mi bastava metterle su carta». La prima che ha messo su carta? «Risale alle medie. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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