Nel pieno dell’epopea beat Francesco tributa un omaggio anche al folk Il disco d’esordio contiene capolavori come Auschwitz e l’Antisociale Il suo modo di cantare è vicino a quello dei maestri oltreoceano | il percorso è iniziato
Un artista italiano ha pubblicato il suo primo album durante il periodo della musica beat, con influenze folk. L’album include brani come Auschwitz e l’Antisociale. La sua voce richiama quella dei cantanti americani più noti. La scena musicale si sviluppa in una cittadina dell’Emilia-Romagna, che diventa uno dei punti di riferimento del movimento beat italiano, collegato alle proteste studentesche del maggio francese.
Siamo in piena epopea beat, versione italiana, meglio ancora modenese, con la cittadina emiliana che diventa uno dei riferimenti musicali di quel movimento che arrivava dai paesi anglosassoni e che di lì a poco, avrebbe generato le proteste studentesche del maggio francese, dilagate poi in tutta Europa. Guccini c’è, e nel titolo del suo disco d’esordio, quando si faceva chiamare Francesco, tributa un omaggio non solo al beat, ma anche al folk, che per lui, era, specie quello americano, la fonte principale di ispirazione. Non a caso in quell’album d’esordio è accompagnato dalla sua amica e compagna nelle lunghe notti trascorse poi all’ Osteria delle Dame a Bologna, Deborah Kooperman, cantautrice americana vicina alla poetica di John Baez e Bob Dylan. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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