Nel secondo disco Francesco prende coscienza del suo essere cantautore mettendo in continua relazione il ‘personale’ e il ’politico’ E allora ecco ‘La primavera di Praga’ ma anche il cult ‘Vedi cara’ e le ballate nelle osterie di Bologna
Nel 1970, Francesco Guccini pubblica il suo secondo album, sviluppando il ruolo di cantautore che collega temi personali e politici. Tra le tracce figurano “La primavera di Praga”, “Vedi cara” e ballate ambientate nelle osterie di Bologna. Tre anni dopo il suo debutto del 1967, “Folk beat n.1”, Guccini aveva maturato la consapevolezza di scrivere principalmente per sé stesso, segnando una svolta nel suo percorso artistico.
Due anni dopo. In realtà sono passati tre anni dal disco d’esordio, uscito nel 1967, ‘ Folk beat n.1 ’, ma per Francesco Guccini il tempo tra il primo lavoro e questo, pubblicato nel 1970, è servito per acquisire coscienza della figura del cantautore che scrive per sé più che per gli altri. L’album non è solo una raccolta di canzoni che l’artista aveva nel cassetto o che erano in precedenza state affidate all’interpretazione di amici, ma è pensato come un corpo unico, dalle diverse sfaccettature. I temi di fondo dell’immaginario di Guccini ci sono tutti, le ballate sono pervase da amarezza e considerazioni sull’essere umano, mettendo in continua relazione, come avevano insegnato le proteste del ’68, il ‘personale’ e il ‘politico’. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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Canzoni rivolte a qualcuno o qualcosa sono al centro di un disco realizzato tra Roma e Milano, tra alti e bassi. Ci sono le osterie fuori porta a Bologna, le ragazze che se ne vanno, le tristi rinunce e le situazioni differenti. E poi Piero Melandri, il suo amico d’infanziaUn nuovo album, realizzato tra Roma e Milano, include canzoni dedicate a persone, luoghi e sentimenti.
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