Buonfiglio fa marcia indietro e Malagò vince ancora | perché politica e Coni non sono riusciti a disarcionarlo
Dopo quasi tre mesi di tensioni e polemiche, il commissario nominato per gestire la crisi nel calcio si è dimesso, lasciando spazio al suo predecessore. La decisione è stata comunicata ufficialmente dopo un lungo percorso di consultazioni e verifiche legali sul mancato tesseramento. La situazione si è risolta con un ritorno al punto di partenza, senza modifiche sostanziali alle posizioni di partenza.
Scusate, abbiamo scherzato. Dopo quasi tre mesi di scontri istituzionali, inchieste, pareri legali sul famoso mancato tesseramento, la crisi del pallone finisce con la solita farsa all’italiana: Malagò commissario di Malagò. Una soluzione paradossale che avevamo raccontato per primi proprio qui sul Fatto Quotidiano tre settimane fa: all’epoca sembrava quasi una boutade, l’ennesima provocazione del n.1 della Figc per tenersi la poltrona. Invece nel calcio italiano la realtà supera persino la fantasia. La cronaca racconta dell’incontro risolutore in mattinata tra i due antagonisti, il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio e Malagò, prima della giunta che ha deliberato all’unanimità il commissariamento (sui generis), ratificato infine dal consiglio nazionale. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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