Siria la ricostruzione del paese non tiene conto dei diritti umani
A marzo, il governo di transizione siriano ha presentato un piano di ripresa nazionale. Da allora, sono stati mobilitati miliardi di dollari in aiuti, finanziamenti e investimenti internazionali, con alcuni già inviati e altri ancora promessi. Tuttavia, il progetto di ricostruzione non sembra considerare i diritti umani, e non sono stati resi noti dettagli specifici sui criteri di distribuzione e sulle condizioni dei finanziamenti.
A marzo il governo di transizione siriano ha pubblicato il proprio piano di ripresa nazionale. Nei mesi successivi, sono stati mobilitati miliardi di dollari in aiuti, finanziamenti e investimenti internazionali: alcuni già inviati, altri promessi. Gli Stati del Golfo sono in prima fila. L’Unione europea, dal canto suo, ha promesso 620 milioni di euro in aiuti umanitari e per la ripresa socioeconomica del paese. Le autorità di Damasco hanno di fronte un compito immane. Secondo la Banca mondiale, per ricostruire la Siria occorreranno fino a 345 miliardi di dollari. Alcune opere sono in corso: a Homs ha riaperto il ponte al-Rastan, un’arteria fondamentale che collega varie province siriane, così come a Raqqa il ponte Rashid sull’Eufrate. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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