Rabbino aggredito a Milano parla il 21enne rimpatriato | Morirei per l’Italia è il Paese dove sono nato e cresciuto
Un ragazzo di 21 anni, rimpatriato e coinvolto nell’indagine sull’aggressione a un rabbino a Milano, ha dichiarato di essere nato e cresciuto in Italia e di essere disposto a morire per il Paese. L’episodio si è verificato il 16 settembre in piazzale Bande Nere. Il giovane, nato a Como e cresciuto a Meleti nel Lodigiano, studiava ingegneria all’università di Parma ed è uno dei tre indagati legati all’attacco.
rabbino di Milano, Rav Tzemach Mizrachi, lo scorso 16 settembre in piazzale Bande Nere. Il ragazzo, uno dei tre coinvolti nell'inchiesta dopo l'attacco, è nato a Como e cresciuto a Meleti, nel Lodigiano, e studiava ingegneria all'università di Parma. Per questo, aggiunge al quotidiano di via Solferino: "Io morirei per l’Italia: è il Paese dove sono nato e cresciuto". Poi, il racconto del rimpatrio: "Quando sono arrivato in Tunisia, gli agenti italiani mi hanno lasciato nelle mani della polizia del posto. Non parlo benissimo il tunisino e continuavo a dire che non capivo, anche in inglese. Poi mi hanno lasciato libero. Ho dovuto chiamare mia madre per dirle cosa stava succedendo: nessuno l’aveva avvisata dall’Italia. 🔗 Leggi su Periodicodaily.com
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Rabbino aggredito a Milano: Io picchiato perché ebreo
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