Il ventunenne rimpatriato dopo l' aggressione al rabbino | Io espulso in Tunisia per uno scherzo Sono nato in Italia non parlo arabo Sono disperato non odio Israele
Un giovane di 21 anni, rimpatriato dopo un episodio di aggressione a un rabbino, ha dichiarato di essere stato espulso in Tunisia per uno scherzo. Nato in Italia e non parlando arabo, ha affermato di sentirsi disperato e di non odiare Israele o la comunità ebraica. Ha anche detto di essere disposto a morire per l’Italia, dove è cresciuto, e ha sottolineato di non aver commesso nulla, nonostante abbia subito l’espulsione dal paese.
«Io morirei per l’Italia: è il Paese dove sono nato e cresciuto. Non provo odio né verso Israele né verso la comunità ebraica: era solo uno scherzo. Ora, però, ho paura: non ho fatto nulla e sono stato espulso dal mio Paese». A parlare dalla Tunisia è Battar Zahani, 21 anni, nato a Como e cresciuto a Meleti, nel Lodigiano. È uno dei tre giovani coinvolti nell’inchiesta sull’aggressione al rabbino della sinagoga Chabad di via Soderini, Rav Tzemach Mizrachi, avvenuta il 16 settembre in piazzale Bande Nere. Secondo la denuncia, il rabbino era stato avvicinato, insultato e aggredito mentre aspettava l’autobus. Il suo cappello era stato preso con la forza, indossato da uno dei giovani e poi restituito. 🔗 Leggi su Milano.corriere.it
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