Nardò 35 mila libri destinati al macero diventano un' installazione artistica tra gli ulivi ma l' idea fa discutere È uno scempio
A Nardò, 35.000 libri destinati al macero sono stati riutilizzati per creare un’installazione artistica tra gli ulivi. La decisione di usare i volumi, tra cui enciclopedie, ha suscitato reazioni contrastanti. Alcuni commentano che si tratti di un’opportunità di riuso, altri criticano l’operazione definendola uno scempio. La scelta di impiegare i libri in questo modo ha generato discussioni pubbliche, senza che siano state fornite ulteriori motivazioni ufficiali.
Forse c’è qualcosa di peggio delle decine di libri gettati in un cassonetto al centro di Bari. Forse: «Ben 35 mila tomi, tra volumi enciclopedici, saggi monografici, manuali d’arte, raccolti nelle biblioteche sparse in tutta la Puglia e destinati al macero, sono stati disseminati nelle nostre campagne, dove hanno pensato di poterli usare per farne delle opere artistiche», denuncia il professore Francesco D’Andria. Emerito dell’Università del Salento, archeologo di chiara fama, già ordinario di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana e socio dell’Accademia dei Lincei, D’Andria, partendo proprio dall’indignazione generata dall’episodio scoperto a Bari nei giorni scorsi, muove una dura critica all’iniziativa che ha portato allo spargimento di tanta cultura, sia pure come forma d’arte, sulla nuda terra salentina. 🔗 Leggi su Lecce.corriere.it

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