L' armadio della vergogna e quelle stragi naziste dimenticate | Troppi anni di silenzi
Un armadio chiuso a chiave si trova in un locale abbandonato, con polvere e ragnatele che lo circondano. Al suo interno sono conservati centinaia di fascicoli legati con fettucce ingiallite, contenenti documenti relativi a crimini nazisti e fatti dimenticati. Questi materiali rappresentano una parte della storia italiana rimasta nascosta per quasi cinquant’anni. La presenza di questi fascicoli suggerisce l’esistenza di archivi e prove di eventi violenti e repressioni di lunga data.
Un armadio con le ante rivolte verso il muro. Intorno polvere e ragnatele. Dentro, centinaia di fascicoli legati con fettucce ingiallite e una parte della storia d’Italia rimasta sepolta per quasi mezzo secolo. È il 1994 quando, a Roma, negli scantinati della Procura generale militare, si trovano le carte di quello che il giornalista Franco Giustolisi chiamerà «l’Armadio della vergogna»: 695 fascicoli sui crimini di guerra, archiviati «provvisoriamente» e dimenticati. Novanta prendono la strada di Padova. Ad aspettarli c’è Sergio Dini, 33 anni, allora pubblico ministero al Tribunale militare di Padova e oggi sostituto procuratore della Repubblica. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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