Nembrini e il patrimonio costruito con la Diocesi come garante don Lucio Carminati | Ma non uscì un euro Quella lite che don Alberto Carrara registrò nel suo diario
Daniele Nembrini è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di aver commesso 18 reati, tra cui peculato, bancarotta, falsi in atto pubblico e truffe. Secondo l’ordinanza, avrebbe coinvolto la Diocesi come garante nel patrimonio costruito, ma don Lucio Carminati ha dichiarato che non è stato spostato un euro. La vicenda è stata anche annotata nel diario di un altro sacerdote, che ha registrato una lite legata a queste questioni.
Nell’ordinanza di custodia cautelare che lo ha portato agli arresti domiciliari per 18 capi d’imputazione e reati che vanno dal peculato alla bancarotta, più i falsi in atto pubblico e le truffe, Daniele Nembrini sembra avere una certa banca di riferimento. La Banca del Fucino, recentemente perquisita a Roma nell’ambito dell’inchiesta per aggiotaggio sulle quote della Lazio, accompagna il founder della San Michele Arcangelo e delle opere congiunte nelle vicende degli ultimi anni ricostruite dalla Guardia di finanza. È su un conto di quella banca che la Exodus Reale Estate Srl, l’immobiliare di famiglia, avrebbe appoggiato tra il 2022 e il 2023 i fondi pubblici attinti dalle fondazioni. 🔗 Leggi su Bergamo.corriere.it

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