La nuova critica umanista all’intelligenza artificiale
Le proteste contro l’intelligenza artificiale negli Stati Uniti si stanno intensificando, coinvolgendo gruppi di cittadini e lavoratori. Le principali preoccupazioni riguardano la perdita di posti di lavoro e l’aumento della concentrazione di ricchezza tra le grandi aziende tecnologiche. Le manifestazioni si sono moltiplicate in diverse città, con persone che chiedono restrizioni e regolamentazioni più stringenti sull’uso dell’AI.
L’opposizione all’intelligenza artificiale negli Stati Uniti si sta allargando, e non soltanto politicamente. Fino a poco tempo fa era relativamente semplice ordinare le principali critiche a questa nuova rivoluzione: il rischio di sostituzione del lavoro, la concentrazione di ricchezza e potere nelle grandi aziende tecnologiche. Chi ha una sensibilità ambientale aggiunge il consumo di acqua ed energia dei data center, gli scrittori il tema del copyright, e più o meno tutti pensano alla più catastrofica: la possibilità che sistemi ben più capaci degli attuali diventino difficili da controllare. L’opposizione all’intelligenza artificiale sta però evolvendo anche in una critica più profonda all’idea di vita umana che l’IA porta con sé. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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